• massimiliano massimi

Il referendum NOTRIV, the day after.



Che il nostro Paese dipenda moltissimo dall’estero per l’approvvigionamento energetico è cosa oramai risaputa. Dipendere da qualcuno ( tra cui paesi con un alta instabilità geopolitica) non è cosa buona e giusta sia in termini di sicurezza sia di competitività. Purtroppo una seria politica di strategia energetica non è mai stata fatta eccetto in rare occasioni. Nello stesso tempo non possiamo esimerci( noi cittadini intendo) dalla responsabilità di impallinare qualunque iniziativa su questi temi, facendo nascere comitati NOPALEEOLICHE, NOPARCHIFOTOVOLTAICI, NOTERMOVALORIZZATORI, NOCENTRALIIDROELETTRICHE, NOGAS, NOPETROLIO, NOCARBONE, NONUCLEARE…, insomma, ci piacciono le comodità degli apparecchi energivori ma non gli impianti di produzione elettrica. Ad occhio e croce non mi sembra un atteggiamento complessivamente maturo di un popolo responsabile. Mi sembra evidente che dobbiamo chiederci se il modello di sviluppo economico che abbiamo inventato noi occidentali possa continuare all’infinito in un regime di scarse risorse naturali dove in 200 anni di produzione industriale abbiamo consumato la gran parte dei combustibili fossili del pianeta ma le soluzioni occorre inventarle e anche velocemente a meno che non rimettiamo il dentifricio nel tubetto e siamo disposti alla decrescita felice come l’ha definita Serge Latouche, cioè modificare la nostra forma mentis di consumatori infaticabili e non più soggetti alla pubblicità che crea il desiderio del consumo, al credito che ne fornisce i mezzi e all’obsolescenza programmata dei prodotti che ne rinnova la necessità. In sintesi abbiamo modelli di vita troppo energivori e non ci sarà mai un equilibrio tra il mantenimento di questa abitudine e il relativo prezzo da pagare in termini ambientali, sociali ed economici. Fin quando Madre Natura reggerà. Sono questi i temi di cui dobbiamo riappropriarci come cittadini respons-abili e non se qualche politico ci ha detto di andare a votare oppure no al referendum. Sono curioso di sapere in quanti terranno a mente con la stessa veemenza di questi caldi giorni, questo quadro energetico-ambientale-economico-sociale alle consultazioni elettorali politiche a venire e non si lasceranno invece coinvolgere emotivamente da qualche slogan più casereccio dell’ultimo minuto da parte di chiunque. Rimarrei piacevolmente sorpreso se fossimo in tanti.

#modellodisviluppo #ambiente #energia

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